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I PICCOLI IMPIANTISTI: ABBIAMO SOLO SKILIFT E SEGGIOVIE, AVREMMO OPERATO IN SICUREZZA

Se c’è qualche perplessità riguardante le aperture nella terza settimana del mese corto per i grandi impianti di risalità i quali devono assumere centinaia di persone, questa non esiste per i più piccoli che non abbisognano di un numero ingente di dipendenti.

“ Per tutti piccoli e grandi la parola è una sola, resistere”, lo dice Renzo Minella presidente dell’Anef.

Certo è che i “piccoli” si stanno dando da fare, basta guardare il Nevegal, Croce d’Aune, Forcella Aurine e monte Agudo.

Lionello Gorza uno dei “magnifici quattro” artefici della rinascita del Colle (per ora sotto il profilo invernale), non nasconde la fatica in tal senso, (anche per le problematiche anti Covid inerenti la Birreria Pedavena di cui è gestore), rimarcando che nelle piste sono un centinaio i ragazzi degli Sci Club che si allenano, mentre purtroppo ai bordi,” si vede gente che ci osserva quasi imploranti” ad aprire al grande pubblico di sciatori e questo ci crea sofferenza.

Noi piccoli, continua Gorza, con i nostri soli skilift e seggiovie avremmo potuto essere aperti anche solo per i residenti; nelle festività la perdita si aggira sul 70%, speriamo di essere ristorati adeguatamente.

Quattro sono gli addetti a Monte Avena-Croce d’Aune, otto quelli in Nevegal e una quarantina quelli in attesa di chiamata, speriamo che la neve tenga fino a Pasqua.

Che la salute venga prima di tutto è fuori discussione, ma noi non abbiamo ne cabine ne funivie e la distanza tra uno skilift e l’altro e di dieci metri.

Avremmo operato in perfetta sicurezza, conclude Denis Gnech dello Ski Aurine.

In parte tratto da Il Corriere dlle Alpi del 17 gennaio 2021