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IN BARBA AI DIVIETI CONTINUA IN NEVEGAL L’INVASIONE DELLE PISTE CHIUSE

Incuranti del pericolo, rappresentato dai gatti con magari l’argano in funzione per risalire i pendii, e magari la corda in tensione la quale potrebbe provocare delle ferite anche serie a chi se la trova davanti.

Non è che la stessa da 16 millimetri sia ben visibile, tutt’altro, la si può intravedere a tratti ma non sempre.

Lo racconta un operatore del Nevegal il quale oltre a far parte di quegli operatori che hanno dato il loro contributo per la salvezza del Colle, si è trasformato per un giorno in “vigile”.

Molti di quelli che utilizzano il Nevegal per le loro escursioni non tengono minimamente conto dei divieti, e incuranti rientrano per la Coca Alta e Coca Bassa al piazzale.

Potrebbero benissimo scendere per la Grava e arrivare al piazzale del Col Canil oppure utilizzando Le Faverghere che sono state battute proprio per loro.

Una settantina di persone sono state avvisate venerdì fra le 15.30 e le 17 di questi pericoli anche nel Campo Scuola.

“Bisogna aver rispetto per chi lavora, per chi sta battendo le piste e non può avere mille occhi per controllare che in giro non ci siano persone che non dovrebbero essere affatto in pista”, conclude l’operatore, lanciando un appello per il rispetto delle norme per la sicurezza”, e stabilite dalla legge.

In parte tratto da Il Corriere delle Alpi del 10 gennaio 2021