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LA SALA DE LUCA A BORGO PRA, SEDE DEI MAESTRI DI SCI DEL VENETO

La sala De Luca a Borgo Prà già sito culturale cittadino, molto apprezzato per aver ospitato circoli culturali e personaggi di rilievo nel mondo dell’arte e della cultura, chiuso da tempo, ora vede la riapertura adibita a sede dei maestri di sci del Veneto.

Durante l’avvenuta inaugurazione il presidente del Collegio regionale Veneto dei maestri di sci Luigi Borgo, non ha mancato di esprimere alcune considerazioni sul Colle: Il Nevegal è come la laguna per Venezia o l’Arena per Verona, non possiamo pensare a questa città come alla capitale dello sci senza il Nevegal.

Sarebbe una contraddizione nei termini.

Per tutti noi rimane un luogo fondamentale, un vero e proprio campo base da dove partire, imparando a sciare da piccoli per arrivare ai grandi comprensori delle Dolomiti, restando sciatori per tutta la vita”.

Una catena nel contesto dello sci che non deve spezzarsi.

“ Il Nevegal è legato alla storia mondiale dello sci, se i nostri vecchi negli anni ’60 e’70 sono riusciti a creare una stazione sciistica senza mezzi particolarmente avanzati, noi dobbiamo farci un esame di coscienza e capire che con i giusti investimenti e le moderne tecnologie possiamo riportare il Colle ai livelli che gli competono”, continua Borgo.

“ Belluno deve entrare sempre più nello spirito di essere la Capitale dello sci, qui non esistono stazioni di mezza misura, ma solo eccellenze e circuiti di massimo livello”.

La soddisfazione nasce anche dal fatto che tutto questo è stato fatto prima dei Mondiali e delle Olimpiadi, così da poter mettere da subito la propria esperienza a disposizione di tutte le persone che ruotano nella organizzazione di questi grandi eventi.

Continuando, il presidente Borgo si compiace della scelta della nuova sede, in cui i maestri di sci potranno  trovare lo spazio per i corsi di formazione e i convegni più importanti, necessari ai confronti e ai problemi legati alla neve a allo sci.; tutto questo a quasi cent’anni dalla costituzione.

Nel ricordare come il costo per la sede si aggiri sui 500mila euro, Borgo puntualizza che per  i soldi, non sono stati chiesti finanziamenti e che sono stati raccolti in autonomia.

In parte tratto da Il Corriere delle Alpi del  12 ottobre 2020