News

  • Home
  • Articoli
  • LA SPERANZA E’ CHE IL NEVEGAL RISORGA COME L’ARABA FENICE

LA SPERANZA E’ CHE IL NEVEGAL RISORGA COME L’ARABA FENICE

C’era una volta il Nevegal con i suoi fasti e i suoi pienoni, con negozi, bar, pizzerie, hotels, la  parrucchiera, il distributore di carburanti e tante piste aperte con lunghe code per la risalita, oggi tutto questo non c’è più.

Anche le stagioni non sono più quelle, l’inverno era inverno davvero e non serviva “sparare” tanto la neve cadeva di suo, l’estate era pure quella estate, nel vero senso della parola.

E’ pur vero che i cambiamenti climatici toccano un po’ tutti, ma per la posizione geografica del Colle la nostra stazione ne soffre maggiormente, salvo qualche rara eccezione e per fortuna che il demanio sciabile è posizionato a nord.

Dalle notizie che si susseguono sulla stampa sembra che a regnare sia l’incertezza del domani, con tutta la buona volontà di alcuni attori che si stanno adoperando in tutti i modi per scongiurare il peggio; ma questo non basta a far scomparire il malumore (quando non lo sconforto) nei primi turisti proprietari di seconde case che salgono dalla pianura a godersi l’aria fine e salubre, nonché la tranquillità del Colle che non manca di certo.

Si stenta a credere che la seggiovia possa chiudere, pur tuttavia si percepisce la volontà di queste persone di non abbandonare il Nevegal.

Il Colle rappresenta pur sempre un’oasi di pace e tranquillità, di vita immersi nel verde, di panorami e di relax che non si trova facilmente nelle città, o nei paesi con strade congestionate dal traffico che di paese hanno solo il nome.

C’ la malcelata speranza che il Nevegal risorga come l’Araba fenice e che trovi finalmente il posto che merita nell’universo dell’accoglienza.

Per tutto questo non si aspetti il miracolo, basta non mollare, basta la volontà dei vari registi per far girare il Colle nel verso giusto.

In parte tratto da Il Corriere delle Alpi del 19 giugno 2020