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GARANTIRE AZIONI E INVESTIMENTI

bellunoL’emergenza Coronavirus non deve far dimenticare i piani di sviluppo legati al comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel: ne è convinta l’associazione Belluno Alpina che chiede a tutti gli enti coinvolti di mettersi al lavoro per organizzare la ripartenza. «Siamo in un duro periodo di crisi, ma questo non deve farci dimenticare che ci sarà un dopo, e dovremo farci trovare preparati», spiega il presidente Gimmy Dal Farra. «Dobbiamo concretizzare quanto discusso con tutti gli enti e le istituzioni negli ultimi confronti». L’associazione guarda con interesse a quello che si sta già facendo nel comprensorio: progettazioni di sentieri e percorsi, tabellazioni e cartine stanno andando avanti grazie alle associazioni, coordinate dagli assessori comunali Bogo, Giannone e Perale, e bisogna accelerare sull’info point, esperienza molto positiva la scorsa estate che deve ripartire, con l’aiuto della Dmo e del Consorzio Dolomiti Prealpi. «Crediamo nell’urgenza di tre interventi mirati che diano subito un segnale di svolta: il lago con funzione turistica e di protezione civile e antincendio per il quale attendiamo un progetto dal Comune. Poi due strade, indispensabili anche per il ripristino dei boschi post Vaia: quella tra Nevegal e Ronce, e il completamento del tratto silvopastorale Nevegal, Ronce e Valmorel, utile per la rimozione dei circa 15000 mc di alberi a terra che rischiano la diffusione del bostrico, e che poi potrà diventare tracciato ippico e per mountain bike e, perché no, anche per il transito di un trenino turistico. Conferme che aspettiamo dalla Regione, che potrebbe contribuire economicamente anche alla realizzazione del lago», continua Dal Farra, che sottolinea come sia sempre più urgente la costituzione di un consorzio forestale pubblico-privato, viste le difficoltà per l’Unione Montana a seguire tutte le emergenze del territorio: «Agricoltori e hobbisti hanno bisogno di supporto per la pulizia di prati e boschi, così come la latteria turnaria di Valmorel». «Chiediamo che Comune, Um, Provincia, Regione, Stato, inizino a concretizzare gli investimenti necessari al progetto Ronce 2020; il Comune, con l’assessore Giannone, sta coordinando il tavolo antispopolamento, indicando con lungimiranza anche un tecnico comunale come riferimento per il progetto. Chiediamo azioni concrete anche a tutti gli altri enti per sviluppare questa idea di crescita del territorio, di prospettiva di posti di lavoro, di coesione sociale. In un momento storico cosi importante», conclude Dal Farra, «le chiusure di attività si moltiplicheranno e le partite Iva hanno bisogno di prospettive: gli enti devono supportarci e garantire tutte le azioni e gli investimenti necessari per realizzare queste idee, nate dal confronto con loro e con le altre realtà dell’arco prealpino. (ARTICOLO DEL CORRIERE DELLE ALPI DEL 17/4/’20)